I Naostronomic al Museo de La Specola

Lunedì pomeriggio i Naostronomic accompagnati da Enrico-Carletto hanno visitato il Museo La Specola, in cui dal 1994 si conservano, restaurano ed espongono gli strumenti di osservazione utilizzati dagli astronomi padovani nel corso dei 250 anni della loro storia.

Infatti nel 1994 l’Osservatorio di Padova, giuridicamente autonomo dal 1923, presentò domanda al Ministero delle Finanze per poter acquisire un nuovo edificio, la cosiddetta Casa del Munizioniere del Castelvecchio, che era divenuta infermeria del carcere sotto il dominio austriaco. Nello stesso anno il consiglio direttivo deliberò l’istituzione della sezione museale dell’Osservatorio, con la denominazione di “Museo La Specola”. L’acquisizione dei nuovi spazi, avvenuta qualche anno più tardi, permise poi all’Osservatorio di ampliare il percorso museale e di destinare interamente la torre a museo.

L’acquisizione degli strumenti avvenne a varie riprese; nel 1779, dopo un viaggio per nave dall’Inghilterra a Venezia, poi in battello dalla città lagunare sino all’Osservatorio, arrivò un grande quadrante che venne fissato al muro appositamente predisposto e orientato con grande precisione lungo l’asse nord-sud all’interno della sala meridiana. Nel complesso il corredo strumentario della Specola, verso la fine del Settecento, era formato da quadranti, cannocchiali rifrattori, orologi a pendolo, e altri strumenti per la misura delle coordinate celesti come lo strumento dei passaggi e la macchina parallattica.

Il team ed Enrico hanno goduto delle interessanti ed esaustive spiegazioni  della dottoressa Valeria Zanini 

 

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